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Rivelato per la prima volta il GDay

di Luca Papapietro

 

Classe di studioPortare il tema delle onde gravitazionali nelle scuole non è solo un esercizio di pura divulgazione scientifica su un tema arbitrario – per quanto questo esercizio non sia comunque privo della sua importanza.

Con l’Italia e l’Europa in prima linea nello studio e nella rivelazione delle onde gravitazionali, con infrastrutture come Virgo (vd. Sottosopra, ndr) e progetti futuri quali l’Einstein Telescope (vd. Surfing under the floor, ndr) e l’interferometro spaziale LISA (vd. Lisa dagli occhi laser, ndr), che hanno un forte impatto scientifico, economico e sociale e contribuiranno a rafforzare il rapporto con il territorio, promuovere la consapevolezza su questo tema rappresenta anche una responsabilità degli istituti coinvolti.

Nasce così il Gravitational Day (anche detto GDay), su iniziativa dell’Ufficio Comunicazione INFN, con il supporto del Comitato Coordinamento Terza Missione (CC3M) e il gruppo outreach di VIRGO. L’iniziativa, attualmente in una fase avanzata di progettazione, vedrà una prima edizione in Italia il prossimo novembre, con l’ambizione di ampliare la platea di istituti nazionali coinvolti nella realizzazione di questa prima edizione e di rendere il GDay un evento internazionale sul modello dell’International Cosmic Day (ICD) (vd [as] spazi: Il colore dell’invisibile., ndr).

Il GDay si svolgerà il 25 novembre, data in cui Albert Einstein presentò all’Accademia Prussiana delle Scienze di Berlino le equazioni di campo della relatività generale. Ulteriori attività potranno comunque essere organizzate nel corso della settimana che comprende questa ricorrenza.

L’idea è semplice: portare per una giornata i ricercatori e le ricercatrici nelle scuole o portare le scuole nelle sezioni degli enti coinvolti per introdurre studenti e studentesse all’affascinante mondo delle onde gravitazionali.

La giornata sarà divisa in due parti: un primo excursus storico-scientifico, sul modello della lezione frontale, servirà da introduzione al tema delle onde gravitazionali e, soprattutto, a far conoscere quelle realtà che rendono Italia ed Europa tra i capifila a livello mondiale nel settore. La seconda parte sarà invece dedicata ad attività hands-on, in cui studenti e studentesse dovranno sfruttare diversi sensi (vista, tatto e udito) per diventare provetti cacciatori di onde gravitazionali. La scelta di coinvolgere differenti canali sensoriali non è casuale: le onde gravitazionali costituiscono infatti un messaggero profondamente diverso dalla luce e, così come la comunità scientifica ha dovuto affiancare agli strumenti ottici nuovi metodi di indagine per studiarle, anche i partecipanti saranno chiamati a esplorare modalità percettive differenti per portare a termine le attività proposte.

L’obiettivo non è solo comunicare la scienza, ma rendere le scuole partecipi di un progetto che coinvolge i territori, le comunità e aiutare loro a esperire come osserviamo l’universo attraverso un messaggero completamente nuovo.

 

Per maggiori informazioni: https://collisioni.infn.it/attivita_educative/GDay/