Editoriale

 

Cari lettori di Asimmetrie,

 

la domanda alla quale la fisica delle particelle tenta di rispondere è semplice e affascinante, ma provoca un senso di vertigine: che cosa è successo dopo il Big Bang tredici miliardi e mezzo di anni fa? Ma non con l’approssimazione di un milione, di mille o di cento anni e, neanche, con quella di un minuto o un secondo. No, che cosa è successo un miliardesimo di miliardesimo di miliardesimo di secondo dopo il Big Bang! In quell’attimo è già scritto il destino del nostro universo. Converrete che la domanda è estrema assai. Per arrivare a conoscere che cosa è successo un millesimo di miliardesimo di secondo dopo il fatale inizio abbiamo dovuto costruire una macchina, il Large Hadron Collider, che è il luogo più freddo dell’universo e dove le collisioni in un minuscolo punto raggiungono la temperatura più alta dell’universo. Anche i raggi cosmici sono uno strumento potentissimo di conoscenza dei fenomeni che avvengono nei luoghi più violenti dell’universo, ma l’atmosfera li degrada e li riduce a muoni, quindi dobbiamo salire sopra l’atmosfera con i nostri satelliti artificiali per esplorarli. Tuttavia, i muoni prodotti dai loro urti con l’atmosfera arrivano fino a terra e penetrano considerevolmente nel suolo e nel mare. Perciò, per schermarli e poter studiare così le rarissime interazioni dei neutrini, siano essi provenienti dalle profondità del cosmo o prodotti nella trasformazione dei nuclei, bisogna fare esperimenti nelle profondità delle miniere, nei trafori autostradali che bucano le montagne e negli abissi del mare. Estrema la domanda, estremi gli strumenti.

 

Fernando Ferroni
presidente Infn

Commenti  

0 # Luigi Lunari 2015-09-29 00:31
D'accordo con Vito sull'autorefere nzialità del tutto. Il miliardesimo di miliardesimo di miliardesimo di secondo sta alla realtà delle cose come vi sta "il silenzio di circa mezz'ora" che nell'Apocalisse di Giovanni segue alla rottura del settimo sigillo. Quando capirà l'uomo che il "Non lo so" di Socrate e di Confucio è la sola ragionevole risposta ai cosiddetti "Grandi Interrogativi", e che la teoria dell'incomplete zza di Goedel deve convincerci a porre un limite alla ricerca. A cosa serve il cemtomilionesim o decimale del pigreco? Siamo sicuri che il bosone di Higgs sia "sostanzialment e" più appagante dell'atomo di Democrito, e che non sia invece l'esatto equivalente dell'inutile centomilionesim o decimale dopo 3,14?
Sono - in materia di scienze - un dilettante e un incompetente, ma credo che una plausibile "verità" sui massimi sistemi e sugli interrogativi "ultimi" arriverà non dagli scienziati e dai ricercatori, ma dai filosofi e dai pensatori.
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0 # Sir Licio Strage 2014-02-18 20:10
Caro Ferroni,
bello l'editoriale, ma la domanda veramente vertiginosa è: cosa è successo prima? Non solo un miliardesimo di secondo, ma un secondo, dieci secondi, un anno, un secolo prima di quell'evento.
Lo so, non è fisica, ma metafisica. non di meno la domanda è vertiginosa.
Vi devo ringraziare veramente moltissimo per la bellezza di "Asimmetrie".
Sergio
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0 # Vito 2014-01-26 11:21
Il problema è l'incompletezza (Gödel, 1931): per questo le affermazioni su di un Big Bang e di ciò che è accaduto un millesimo di miliardesimo di secondo dopo di esso è quanto meno autoreferenzial e, proprio nel senso dell'incomplete zza, che tra l'altro impedisce che in quell'attimo "sia già scritto" il destino dell'universo. Tempo un grave errore logico in questa costruzione. Non si arrabbi per la critica.

W.
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