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Piccolo, preciso e potente: arriva Machina, l'acceleratore per i beni culturali

madonnacardellino leonardoSarà realizzato all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze e aiuterà esperti e ricercatori a studiare in modo non invasivo opere d’arte e reperti storici.Il progetto ha un finanziamento di 1,7 milioni di euro e vede la collaborazione di Infn e Cern. Un acceleratore di nuova generazione frutto della collaborazione tra l’Infn e Il Cern dedicato interamente ai beni culturali. È questa la carta d’identità del progetto Machina (Movable Accelerator for Cultural Heritage In-situ Non-destructive Analysis) per la costruzione, ai laboratori dell’Opificio delle Pietre Dure (Opd) di Firenze, di un acceleratore compatto trasportabile, basato sulla tecnologia di quadrupolo a radiofrequenza (Hf-Rfq) sviluppata al Cern, da dedicare a tempo pieno agli studi di diagnostica non invasiva per il restauro e lo studio dei materiali di reperti storici e opere d’arte.

Negli ultimi anni, le tecniche diagnostiche per lo studio dei beni culturali hanno avuto un grande sviluppo tecnologico che ha portato a un incremento delle richieste di supporto scientifico da parte di storici dell’arte, archeologi, restauratori, curatori e altri esperti di beni culturali. Parallelamente, all’Infn si è costituita la rete nazionale Infn-Chnet (Cultural Heritage Network) che raggruppa oltre 15 gruppi di ricerca specializzati in questo ambito. Fra questi, il Laboratorio di tecniche nucleari per i beni culturali e l’ambiente (Labec) di Firenze dove, dal 2004, è in funzione un acceleratore di particelle impiegato anche per analisi dei beni culturali con cui, grazie alla collaborazione con Opd, sono state studiate molte opere d’arte e reperti tra cui capolavori di Leonardo, Mantegna, Antonello da Messina, ecc. Grazie allo sviluppo di nuova strumentazione portatile, oggi sempre più frequentemente sono i ricercatori a spostarsi, evitando il delicato (e a volte impossibile) trasporto delle opere d’arte, spesso però a discapito delle prestazioni delle analisi, normalmente inferiori a quelle ottenute nei laboratori fissi. Da qui l’idea di realizzare Machina, un nuovo acceleratore dedicato interamente alle applicazioni per i beni culturali, trasportabile, di stanza all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze e che potrà anche essere impiegato per brevi periodi in altri laboratori e musei europei.

Machina sarà realizzato con una tecnologia sviluppata al Cern per applicazioni biomediche e chiamata tecnologia di quadrupolo a radiofrequenza che consentirà di realizzare un acceleratore di alta precisione e dimensioni contenute (circa 2 metri di lunghezza per 300 kg di peso) che ne consentiranno il trasporto in luoghi in cui sono conservate opere inamovibili (es. affreschi), di grandi dimensioni, o non trasportabili per le fragili condizioni di conservazione. Il progetto vedrà il coinvolgimento delle strutture della rete per i beni culturali Infn-Chnet e sarà un primo passo verso la realizzazione di strumentazione portatile ad alte prestazioni. [Eleonora Cossi]

 

 

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