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[as] incontri
Notte bianca della ricerca.

di Catia Peduto

Ritrovarsi con i capelli dritti, non per la rabbia, ma per colpa di un flusso di elettroni, è possibile, almeno quanto correre su un liquido. Non ci sono trucchi: si tratta di alcune semplici esperienze scientifiche che tutti hanno potuto sperimentare durante la seconda “Notte Europea dei Ricercatori”, promossa dalla Commissione Europea e organizzata il 28 settembre scorso in contemporanea in 40 città di tutta Europa. In Italia si è svolta a Torino (con Alessandria, Biella e Vercelli), Frascati – dove l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare è stato l’organizzatore, trasformando la città alle porte di Roma in una grande “piazza della ricerca” – a Napoli e in cinque città della Puglia. Visite ai laboratori e nei musei, convegni e concerti, mostre interattive e spettacoli teatrali: questo e tanto altro è stata la notte dedicata alla ricerca, grazie alla partecipazione di ricercatori di università ed enti scientifici, mossi dall’obiettivo comune di far conoscere la propria attività di ricerca al grande pubblico e ai più piccini. A Torino il cuore dell’iniziativa si trovava in Piazza Vittorio Veneto, che sin dal primo pomeriggio è stata affollata da persone di tutte le età fino a raggiungere un numero di 8.000 visitatori. L’Infn vi ha proposto per i grandi “Dai Quark alla particella di Higgs: un viaggio nell’infinitamente piccolo”, un affascinante percorso nel cuore di Lhc (Large Hadron Collider), l’acceleratore in costruzione al Cern a Ginevra. Si potevano toccare con mano alcuni pezzi, realizzati dai ricercatori torinesi per gli esperimenti Alice e Cms, che si trovano nel lungo tunnel sotto la città svizzera. E poi giocare con un modello di “acceleratore” per capirne il funzionamento. Nello stand dell’Infn dedicato ai più piccoli, invece, i ragazzi hanno potuto sperimentare sulla propria pelle “Le magie della Fisica”, in particolare il “rizzacapelli” elettrico (un generatore di Van de Graaff) e altre macchine (come i motori di Stirling), realizzate con materiali poveri per esemplificarne i principi di funzionamento.

a.
Una bambina si fa rizzare i capelli dal generatore di Van de Graaff nello stand dell’Infn: tenendo le mani sul generatore elettrico, l’elettricità si propaga in tutto il corpo e fa venire i capelli dritti!
b.
Disegno della prima classificata nella competizione”Disegna un ricercatore”, Agnese Iannaccone. Agnese rappresenta storia e scienza attraverso il tempo, con una tecnica che unisce antichi graffiti all’immagine moderna.

Anche le altre realtà attive in campo scientifico nell’area piemontese, tra cui soprattutto l’Università di Torino, hanno organizzato divertenti attività per grandi e piccini. Una caccia al tesoro, incentrata sulla scoperta dei grandi scienziati del passato, ha tenuto impegnati i più piccoli per tutto il pomeriggio. Grande successo ha riscosso la competizione “Disegna un ricercatore”, che ha mobilitato 228 “artisti” provenienti dalle scuole elementari e superiori del Piemonte, le cui opere successivamente sono state esposte per un paio di settimane presso il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino. Tutti hanno potuto gustare il “gelato all’azoto” e chi non aveva timore di tornare a casa imbiancato ha potuto lanciarsi nella vasca con acqua e amido di mais messa a disposizione dal Dipartimento di Fisica Generale dell’università: un composto bianco e denso con strane proprietà, che se colpito con forza e velocità tiene a galla. Bisognava quindi camminare velocemente sul liquido, altrimenti vi si sprofondava dentro come nelle sabbie mobili!

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